BACHI DA PIETRA in concerto a Salotto Muzika Bologna- 24 gennaio
Scritto da La Fabbrica
Life e Movida - Arte e spettacolo
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bachiAl via la nuova stagione di Salotto Muzika, la rassegna organizzata dall'etichetta indipendente La Fabbrica in collaborazione con Bentivoglio Club (Ex Scuderia - Piazza Verdi 2) di Bologna.

Giovedì 24 gennaio BACHI DA PIETRA in concerto. ingresso € 8 Bruno Dorella (ex Wolfango, attualmente Ronin e OvO) e Giovanni Succi (ex Madrigali Magri) irrompono sommessamente dalla loro miniera sulla scena musicale nel 2005 con l’album “Tornare Nella Terra”, guadagnandosi l’amore incondizionato di molti e una esposizione mediatica considerevole con la sola forza del passaparola. Si evolvono nel 2007 con “Non Io“, diffuso anche oltre confine: una canzone (Casa Di Legno) è inserita nella colonna sonora della serie tv americana Sons Of Anarchy, su Fox. Colpiscono poi nuovamente con “Tarlo terzo” nel 2008, che conquista ulteriore attenzione anche da parte dei media ‘ufficiali’ con alcune interviste e passaggi su Radio Rai. Non solo un album, anche un vino: Tarlo Terzo è una loro selezione di Barbera d’Asti 100% appositamente imbottigliata e disponibile ai concerti. Il 2010 è il momento di un rapido uno-due. Nel maggio del 2010 esce il live “Insect Tracks” (tape recording anni ‘50, testimoniato da un LP in vinile + dvd) e a pochi mesi di distanza esce il nuovo album in studio ("Quarzo"), che testimonia un fervore compositivo nel pieno della sua maturità. Salotto Muzika i BACHI DA PIETRA presenteranno il loro ultimo album "Quintale". Arriva “Quintale”, che come gli ultimi due episodi (una trilogia del tarlo?) gioca con la progressione dei numeri e come gli altri spiazza e lascia storditi. Sempre in maniera diversa, sempre colpendo il lato scoperto, come un pugile consumato col quale si possono prendere tutte le contromisure del caso, ma sempre di un livello superiore rimane. Dodici brani di rara durezza, materiale incandescente su cui Giulio Favero ha messo le mani in quel de La Sauna di Varano Borghi (VA) nell'aprile del 2012, registrando mixando e tagliando rigorosamente in analogico e su nastro, senza interferenze digitali, facendo scaturire dalla roccia una potenza sonora mai raggiunta prima dai Bachi da Pietra. Strumenti ancora una volta ai minimi termini eppure un suono sempre impossibile da classificare, che questa volta è capace di riempire ogni spazio, ogni anfratto entro cui in passato si aveva il tempo di riprendere fiato; lusso che con “Quintale” è ridotto all'osso.
Pochi inserti esterni, la chitarra di Giulio Favero in “Fessura”, la sua voce in alcuni cori (mai emersi prima nei solchi dei Bachi), il sax impazzito e schizofrenico di Arrington de Dionyso (Old Time Relijun) in “Enigma”, “Paolo Il Tarlo” e “Ma Anche No”. Tutto il resto è il sempre più monolitico suono primordiale di Succi e Dorella: rock e blues (archetipi metal) scarnificati e possenti. “Quintale” è un disco di paradossi: un peso massimo ma tutto sommato più fruibile che mai. Deve molto del suo suono possente a due strumenti minimi, introdotti nell'universo dei Bachi da Pietra: al plettro sulla chitarra e al charleston accanto ai due tamburi. Deve molto all'immediatezza del rock'n'roll affrontando però tematiche forse ancor più complesse, non senza aperture ironiche e crude, con punte di profondità e cinismo.
Dopo una carriera di versi, muta in prosa. Se la letteratura è semplicemente una traccia, questa è letteratura rock (o letteratura e basta). Per un disco come questo, “Quintale”, cento chili, in fin dei conti è un nome leggero. La metamorfosi apparirà evidente anche all'orecchio più duro. La natura dei Bachi da Pietra rimane la stessa ma l'esito è un cataclisma. State all'erta. Il posto è adesso, e il tempo è qui.
 
 

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